Reflusso gastroesofageo, cosa fa l’osteopatia

La malattia da reflusso gastroesofageo (RGE) è causata da una risalita dei contenuti acidi dello stomaco (succhi gastrici) nell’esofago o nella cavità orale, oltrepassando la zona di protezione o linea Z.

In condizioni normali, questa risalita è considerata fisiologica e non provoca sintomi, danni o complicanze. In altri casi invece possono essere presenti sintomi che possono incidere negativamente sul benessere della persona.

Tra i sintomi più conosciuti c’è il bruciore di stomaco, a volte il rigurgito ed eventualmente può comparire un dolore al torace senza però che questo causi un’evidente lesione dell’esofago.

Possono inoltre essere presenti dei sintomi quali tosse secca, erosioni dentali, faringite… La posizione che favorisce la rimonta dei succhi gastrici è ovviamente quella da sdraiato (supina) perché in questa posizione è molto più semplice per i liquidi spostarsi verso la parte superiore del tratto digerente. 

CAUSE

Una delle cause di questo disturbo è la non corretta chiusura della valvola che separa l’esofago dallo stomaco (cardias) e questo può essere dovuto a una beanza della valvola (rimane aperta), alla presenza di un’ernia iatale oppure ad una discinesia pressoria (troppa pressione nell’addome).

Il ruolo dell’osteopata in questo caso è lavorare sulla causa e scoprire a cosa è dovuto questo aumento di pressione. 

Le cause possono essere alimentari, disbiosi intestinale, legate all’età (fisiologico nei neonati), oppure legate alla mobilità del muscolo diaframma addominale. 

Normalmente nel torace è presente una pressione negativa che serve a far entrare l’aria nei polmoni, mentre nella cavità addominale è presente una pressione positiva.

Quando è presente uno sbilanciamento, con un aumento della pressione negativa toracica, ecco che il cardias può essere risucchiato verso l’alto e di conseguenza perdere la sua funzione di chiusura e protezione con successivo passaggio del contenuto dello stomaco nell’esofago.

OSTEOPATIA

L’osteopata interviene proprio in questo caso e attraverso delle tecniche manuali di rilascio, lavora al fine di riportare un giusto equilibrio di tensioni muscolari e di pressioni interne.

Il trattamento osteopatico ha come obiettivo riportare equilibrio e in questo caso l’equilibrio e il sincronismo del diaframma con i suoi due “fratelli”, lo stretto toracico superiore e il pavimento pelvico è indispensabile per permettere una buona mobilità dei visceri addominali e una riduzione della stasi dei liquidi (sangue e linfa) con conseguente digestione migliorata e riduzione dei fattori pro-infiammatori locali.

Uscendo dalla visita osteopatica potrei, sentirmi più leggero e più sciolto nei movimenti, respirare meglio, digerire meglio, aver ridotto il mio dolore e il mio disturbo da Reflusso.

Prima di prenotare una visita dall’osteopata di fiducia è sempre consigliato parlare con il proprio medico curante dei sintomi e se il medico lo ritiene opportuno effettuare qualche test o esame per escludere altre cause.

In generale la letteratura scientifica è a favore dell’approccio osteopatico nel GERD, come è possibile notare dagli studi di Eguaras et al. 2019 e di Diniz et al, 2014 riportati qui sotto.

Referenze

Eguaras, N., Rodríguez-López, E. S., Lopez-Dicastillo, O., Franco-Sierra, M. Á., Ricard, F., & Oliva-Pascual-Vaca, Á. (2019). Effects of Osteopathic Visceral Treatment in Patients with Gastroesophageal Reflux: A Randomized Controlled Trial. Journal of Clinical Medicine. https://doi.org/10.3390/jcm8101738

Rios Diniz, L., Nesi, J., Christina Curi, A., & Martins, W. (2014). Qualitative evaluation of osteopathic manipulative therapy in a patient with gastroesophageal reflux disease: A brief report. Journal of the American Osteopathic Associationhttps://doi.org/10.7556/jaoa.2014.036

COSA DICE LA NUTRIZIONISTA?

Se il reflusso gastro-esofageo è una condizione persistente o ricorrente è consigliabile anche una valutazione nutrizionale.

Il nutrizionista si occuperà di indagare sulle abitudini alimentari in modo da evidenziare quali possono essere quelle più errate e fornirà al paziente le indicazioni per contrastare il sintomo.

In linea generale i consigli per la condizione di RGE sono:

  1. Mangiare circa due ore prima di coricarsi
  2. Evitare: thè, caffè, cioccolato, menta, bevande gassate, alcool, succhi di frutta aciduli (ad esempio spremuta di arancia) soprattutto prima di andare a dormire.
  3. Ridurre il sale aggiunto, i cibi sapidi e speziati che possono eccitare la mucosa gastrica
  4. Preferire il pane raffermo o tostato
  5. Non assumere cibi troppo caldi o troppo freddi
  6. Moderare il consumo di latte e derivati interi preferendo i prodotti magri
  7. Mangiare lentamente masticando bene ogni boccone

(Alba Neri Nutrizionista)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *